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Nozze gay: Irlanda scrive una pagina storica. Chiesa in difficoltà

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L’Irlanda, primo Paese al mondo a legalizzare i matrimoni gay con consulta popolare. 62,1% il Sì. 9 i Paesi europei senza legge

[Articolo pubblicato in data 25/05/2015 su ilcosmopolitico.it]

In Irlanda le previsioni sul referendum popolare sulle nozze gay sono state rispettate. Il 62,1 per cento degli irlandesi – in tutto 3,2 milioni con diritto di voto – ha detto “sì” alle nozze gay. I “no” sono stati il 37,9%.

La domanda a cui hanno dovuto rispondere è stata: volete che sia emendato l’articolo 41 della Costituzione del 1937, con l’inserimento di una nuova clausola nella sezione “Famiglia”? Clausola che recita: “Il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso“.

Hanno contribuito alla vittoria del sì:
– i principali partiti politici, ad eccezione di quelli più conservatori espressione delle aree rurali

– i tanti lavoratori e studenti irlandesi che lavorano all’estero rientrati in patria dai cinque continenti per votare, un vero controesodo di massa a bordo di navi, aerei e treni (la legge elettorale irlandese permette di votare a chi risiede all’estero da meno di 18 mesi, ma non ha il voto a distanza o per posta)
– 66mila giovani che hanno aggiunto i loro nomi ai registri elettorali, portando così il numero dei votanti della fascia 18-25 anni a 400mila, ritenuti da tutti, con la loro mobilitazione, decisivi per la vittoria del sì.

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Contraria la Chiesa locale, che nonostante abbia ribadito il no durante  i sermoni nulla ha potuto contro la valanga dei sostenitori del sì. Anche se non ci potrà essere alcuna misura contro il rifiuto della Chiesa cattolica di sposare coppie dello stesso sesso: le Chiese continueranno a decidere in autonomia se celebrare le nozze.

L’Irlanda scrive una pagina storica sul matrimonio gay e scuote la Chiesa

Per dirla con le parole del premier  Enda Kenny, che sono rimbalzate su tutti i media: “Con questo referendum il popolo irlandese sta mandando un messaggio pionieristico”. Mentre l’avvocato e attivista per i diritti degli omosessuali Leonora Frawley ha commentato nell’euforia della piazza che ha festeggiato la vittoria del sì : “È la nostra caduta del Muro di Berlino”.

In realtà l’Irlanda ha scritto una pagina storica innanzitutto perché è il primo Paese al mondo a legalizzare il matrimonio gay – attraverso una modifica della Costituzione – passando per una consultazione popolare. Secondo, è avvenuto in un Paese con solide radici cattoliche, il che sconvolge inevitabilmente la Chiesa cattolica. I vescovi si erano schierati con la famiglia tradizionale, suore e preti, in particolare quelli ribelli, si erano mostrati maggiormente aperti. Ora alla luce dei risultati della consultazione popolare, la Chiesa in Irlanda deve fare i conti con la realtà, che viene percepita come una vera “rivoluzione sociale”. Inevitabili le ripercussioni anche in altri Paesi cattolici in cui si apriranno nuovi scenari finora impensabili. In Italia è bastato il referendum in Irlanda per tornare a parlare di unioni civili.  C’è chi poi addirittura parla di “rivoluzione generazionale” (secondo un’analisi riassunta dall’Irish Independent), legata al fatto che per il referendum c’è stata una corsa alle urne della fascia di età tra i 18 e i 30 anni mai vista prima.

I matrimoni gay nel mondo

L’Irlanda è diventato il 14.mo Paese dell’Unione europea (l’ultimo in ordine è stata la Slovenia), a dire sì ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nel mondo il 22esimo. Si tratta di Olanda, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Finlandia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Slovenia, Canada, Stati Uniti (in 38 Stati), Argentina, Brasile, Messico, Uruguay, Sudafrica e Nuova Zelanda.

In altri Paesi si può accedere a unioni civili, come in Germania. In Israele, ad Aruba, Curacao e in Sint Maarten, pur non essendo consentito ai gay di contrarre matrimonio, vengono registrati i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati altrove. I Paesi europei che non hanno previsto alcuna tutela per le coppie omosessuali restano nove: Italia, Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania.

Olanda: è stato nel 2001 il primo Paese ad ammettere i matrimoni gay con stessi diritti e doveri delle coppie etero, tra cui l’adozione.

Belgio: è il secondo Paese al mondo, dopo l’Olanda, dal 30 gennaio del 2003, ad aver riconosciuto il matrimonio fra individui dello stesso sesso, mentre il via libera alle adozioni per le coppie gay è arrivato nel 2006.

Spagna: le nozze gay sono legali dal 3 luglio 2005. E le coppie gay, sposate o no, possono adottare bambini. Accanto a questo istituto, esistono anche i registri delle coppie di fatto, che riguardano sia quelle eterosessuali che quelle omosessuali.

Norvegia: l’11 giugno del 2008 il Parlamento di Oslo approva la legge che consente il matrimonio anche tra omosessuali.

Svezia: le coppie gay possono sposarsi dal primo maggio 2009. Dal primo novembre successivo sono possibili anche in Chiesa.

Portogallo: una legge del 2010 ha abolito il riferimento a “sesso diverso” nella definizione di matrimonio. Ma è esclusa la possibilità di adottare

Islanda: le nozze gay sono legalizzate dal 2010, quattro anni dopo il riconoscimento delle unioni civili fra persone dello stesso sesso. Le adozioni sono legali dal 2006.

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Danimarca: primo Paese al mondo ad aver autorizzato nel 1989 le unioni civili tra omosessuali. La Danimarca ha dato il via libera nel giugno 2012 alle coppie gay di sposarsi in Comune o davanti alla Chiesa luterana di Stato, anche se nessun prete può essere costretto a celebrare il matrimonio.

Francia: la legge passa il 18 maggio 2013 dopo durissime contestazioni da parte dei movimenti di difesa della famiglia tradizionale. La legge consente alle coppie gay di adottare dei figli.

Gran Bretagna: il sigillo reale è giunto nel luglio 2013.

Lussemburgo: la legge sui matrimoni gay è in vigore il 1 gennaio 2015. Sabato 15 maggio si è sposato con il suo compagno il premier Xavier Bettel.

Finlandia: il Parlamento nel novembre 2014 ha detto sì alle nozze e adozioni gay. Unioni civili e adozione dei figli del partner erano gia’ possibili dal 2002.

Slovenia: il 4 marzo del 2015 il Parlamento sloveno ha approvato l’emendamento che stabilisce che il matrimonio è “l’unione di due persone, indipendentemente dal loro sesso”.

Fuori dall’Europa:

Canada: la legge sul matrimonio gay risale al luglio 2005.

Sudafrica: il 30 novembre 2006 il Sudafrica è diventato il primo Paese africano a legalizzare il matrimonio gay. Le coppie omosessuali possono anche adottare, mentre da decenni ormai possono adottare i single. Inoltre la cerimonia religiosa è opzionale, le Chiese possono infatti rifiutarsi di celebrare certi tipi di unione, mentre il rito civile è aperto a tutti.

Argentina: dal luglio 2010 l’Argentina è diventato invece il primo Paese sudamericano ad autorizzare il matrimonio gay e le adozioni da parte di omosessuali.

Uruguay: il matrimonio è aperto a coppie dello stesso sesso dall’agosto del 2013

Nuova Zelanda: il matrimonio omosessuale è possibile dall’aprile del 2013, diventando il primo Paese dell’Asia-Pacifico a legalizzarlo.

Brasile: pur non essendoci una legge specifica sui matrimoni gay adottata dal Parlamento federale,  nel maggio 2013 il Consiglio nazionale di giustizia (Cnj), organo di controllo dell’autonomia del potere giudiziario, ha stabilito che gli uffici pubblici che rilasciano le licenze per il matrimonio civile non potranno più rifiutarsi di autorizzare anche le nozze fra persone dello stesso sesso. Le unioni civili erano permesse già dal 1999.

Messico: le coppie dello stesso sesso possono sposarsi in 5 Stati.

Negli Stati Uniti 38 Stati su 50 consentono di contrarre matrimonio fra persone dello stesso sesso, anche se l’approvazione a livello federale è considerata imminente.

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